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T-34
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I mwdqT-34 sono una famiglia di carri armati medi mwdgsovietici prodotti a partire dal 1940. Hanno rappresentato la spina dorsale delle forze corazzate sovietiche durante l’intera mwdwSeconda Guerra Mondiale.cite-ref-2[2] L’introduzione dei T-34 ebbe un importante effetto sulle operazioni di combattimento nel mwfaFronte Orientale ed influenzò profondamente le tecniche di progettazione dei carri armati negli anni a venire.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]
Contents
• Esordio
• Tecnica
• Difetti
• Note
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Esordio
All'inizio dell'mwiaoperazione Barbarossa la mwiqWehrmacht lo incontrò raramente. mwigHeinz Guderian, "padre" dei reparti corazzati tedeschi nonché realizzatore della teoria di utilizzo programmatico dei Panzer in battaglia, di fronte alle caratteristiche innovative del mezzo, che lo rendevano superiore a ogni mezzo dello mwiwHeer, arrivò a suggerire che gli ingegneri tedeschi lo copiassero direttamente.
In realtà il carro russo aveva molti difetti: i suoi cingoli erano fragili, la torretta era scarsamente protetta anche contro i calibri più piccoli delle armi anticarro, la sua trasmissione - nei primi anni del conflitto - era la più primitiva dei suoi tempi, il cannone degli ultimi modelli era così lungo che tendeva a interrarsi e quindi ad esplodere quando utilizzato, inoltre, specialmente nei primi modelli la visibilità esterna era insufficiente, il carro era scomodo per l'equipaggio, non aveva sufficienti portelloni per permettere l'abbandono rapido del mezzo in situazioni di emergenza e la mancanza di un terzo uomo in torretta sovraccaricava di lavoro il comandante che doveva quindi fungere anche da servente.cite-ref-drabkin-sheremet-pp-27-29-30-43-5-0[5] Nonostante ciò, il T-34 iniziò a formare la componente principale delle unità corazzate sovietiche durante il mwkq1942, quando le fabbriche che lo costruivano, evacuate in tutta fretta dall'mwkgUcraina e dalla mwkwRussia Bianca (minacciate dall'avanzata tedesca) vennero ricostruite al sicuro dietro gli mwlaUrali, riprendendo a piena forza i loro ritmi produttivi.
Tecnica
Le grandissime innovazioni tecniche del T-34 (rispetto al suo predecessore mwlwBT-7) furono l'introduzione della mwmacorazza inclinata, i mwmqcingoli larghi (ben 55 mwmgcm ognuno, ovvero con cingoli in totale larghi più di 1/3 della larghezza del carro) e il mwmwcannone a canna medio-lunga (i mwnaPanzer IV tedeschi dell'epoca avevano un cannone corto da 75mwnq mm, adatto soprattutto per il supporto alla fanteria, piuttosto che alla lotta controcarro). L'inclinazione di 60 gradi (rispetto ad un asse verticale) della corazza frontale, che misurava 45mwng mm, si traduceva in una resistenza equivalente a circa 90mwnw mm di acciaio posto verticalmente, giacché l'inclinazione aumenta lo spessore orizzontale della stessa. In realtà la resistenza alla penetrazione era ancora maggiore perché l'inclinazione faceva sì che un'alta percentuale di proietti venisse deviata verso l'alto senza forare la corazzatura. I cingoli larghi (distribuendo il peso su una superficie più vasta) consentivano al mezzo di attraversare i terreni più difficili, come le plaghe nevose invernali o gli infidi pantani primaverili, che caratterizzano le pianure russe durante il disgelo (mwoamwoqrasputiza) e gli conferivano una maggiore mobilità su tutti i tipi di terreno. Il cannone da 76,2mwog mm era nel mwow1942 l'arma anticarro di maggior mwpacalibro e riusciva a perforare facilmente le corazze delle controparti tedesche (mwpqPanzer III e IV). Inoltre, il T-34 fu uno dei carri armati medi più veloci di tutta la seconda guerra mondiale, in grado di raggiungere una velocità massima di ben 55 mwpgkm/h (su strada) il che lo rendeva un bersaglio più difficile da colpire durante gli scontri ma la scarsa visibilità esterna nonché la scomodità non gli consentiva di reagire più rapidamente alle esigenze della battaglia.
Mentre la produzione dei carri tedeschi era piuttosto lenta (la lavorazione ancora semi-artigianale dava ottimi risultati in termini di qualità del mezzo, a scapito però della velocità di produzione dello stesso) la costruzione di un T-34 (totalmente aderente al principio della mwrqcatena di montaggio) era veloce e semplice, essendo ogni operazione scomposta nella maniera più elementare, tanto che le fabbriche ricostruite dietro gli mwrgUrali poterono incrementare i loro organici anche attingendo alla popolazione locale, composta da contadini, donne e adolescenti troppo giovani per il servizio militare.
Il mezzo aveva un'autonomia di 465mwsa km, notevolmente superiore a quella dei corazzati tedeschi dell'epoca.
Come contromisura al T-34, i tedeschi installarono cannoni da 50mwsg mm lunghi 60 calibri sui Panzer III e 75mwsw mm lunghi 43 o 48 calibri nei Panzer IV, e progettarono il nuovo mwtaPanzer V Panther, che riprendeva le innovazioni tecniche del T-34, ma con corazza e peso maggiore.
Il T-34 venne prodotto a partire dal 1940 nella grande mwtgfabbrica di trattori di Stalingrado (STZ) e nella mwtwfabbrica di locomotive di Char'kov (KhPZ) ma dopo l'inizio dell'invasione tedesca gli impianti di mwuaChar'kov furono precipitosamente trasferiti a oriente negli mwuqUrali, e la produzione ricominciò in massa alla mwugUralvagonzavod di mwuwNižnij Tagil, mentre la fabbrica di mwvaStalingrado continuò a funzionare fino al settembre 1942 quando venne distrutta durante la fase più accanita della mwvqbattaglia di Stalingrado.cite-ref-6[6]
La dirigenza sovietica cercò subito di potenziare al massimo la produzione del T-34 e tra il 1941 e il 1942 vennero attivati, in sostituzione degli impianti di Char'kov e Stalingrado, altri centri produttivi; oltre alla Uralvagonzavod, che rimase la fabbrica principale, iniziarono a produrre il carro armato anche la Fabbrica N° 112 di mwxaGor'kij, la mwxqFabbrica N° 174 di mwxgOmsk, il complesso mwxwTankograd di mwyaČeljabinsk e la mwyqUralmaš di mwygSverdlovsk.cite-ref-7[7] Inizialmente i programmi prevedevano di equipaggiare il carro con il cannone modello L-11 progettatto dalle mwaaofficine Kirov, ma alla fine venne preferito il cannone modello F-34 progettato dall'ufficio tecnico di mwagVasilij Gavrilovič Grabin. Il cannone da 76,2mwaw mm F-34 venne prodotto soprattutto nella mwbaFabbrica N° 92 a mwbqGor'kij.
Miglioramenti tecnici
Per un certo periodo i russi scartarono ogni progetto di miglioria o di modifica del T-34, per mantenere la produzione la più alta possibile, almeno fino all'arrivo del Panzer V Panther e del Panzer VI Tiger. I lunghi cannoni di questi nuovi carri permettevano ai carristi tedeschi di combattere senza preoccuparsi di nascondersi. Il comandante di plotone Nikolaj Jakovlevič Železnov ricordava:cite-ref-drabkin-sheremet-p-32-8-0[8]
«Dato che i nostri cannoni da 76 millimetri potevano perforare le loro corazze da non più di 500 metri, essi restavano all'aperto.
Perfino i proiettili da 76 millimetri rinforzati al tungsteno non davano alcun vantaggio, dato che potevano perforare corazze di 90 millimetri da una distanza di 100 metri, quando la blindatura frontale del Tiger era spessa 102 millimetri.»
Le perdite inflitte dai Panzer V nella mweqBattaglia di Kursk convinsero i russi ad approntare una nuova versione del T-34, il mwegT-34/85 che disponeva di armamento, corazza e autonomia superiori alla precedente versione. La torretta del T-34 fu sostituita con una più grande, che ospitava tre uomini e un cannone lungo da 85mwew mm; questa liberava il comandante dal dover svolgere anche il ruolo di puntatore e, protetta da una corazza frontale di 90mwfa mm garantiva una migliore protezione dai colpi nemici. Il nuovo cannone consentì ai carristi sovietici di raggiungere molti successi contro gli equipaggi della sempre più logorata e indebolita Panzerwaffe.
Alla fine del conflitto ne erano stati prodotti circa 53.000. La sua facilità di produzione ed i componenti semplici di cui era composto fecero sì che la produzione raggiungesse i 2000 esemplari al mese, mentre soltanto 1350 mwfwPanzer VI Tiger I tedeschi vennero prodotti in tutta la guerra.
Il T-34 era un mezzo facilmente utilizzabile anche da soldati poco addestrati (eccetto il pilota, che doveva essere ben addestrato per manovrare il complicato sistema di controllo) anche se, con il volgere della guerra in loro favore, gli alti comandi sovietici apprezzarono sempre di più i benefici di una più profonda istruzione tecnica e tattica dei loro equipaggi, riuscendo infine a confrontarsi da un piano di superiorità con i carristi della Wehrmacht che, costretti dalla necessità, si trovarono infine (come i loro nemici nel 1941-42) a schierare battaglioni e reggimenti di reclute poco addestrate tenuti insieme da veterani esperti ma demoralizzati.
Il T-34 è stato un carro armato usato da moltissimi operatori, ad esempio dagli eserciti arabi, che ricevettero una versione ceca del T-34/85, dalla mwggCina comunista, dalla mwgwCorea del Nord, dal mwhaVietnam del Nord, dalla mwhqJugoslavia di mwhgTito, da mwhwCuba, dalla mwiaSomalia di mwiqSiad Barre e dall'mwigMPLA Angolano.
In questi paesi il T-34 ha avuto modo di venire impiegato in azione fino agli anni novanta (durante i conflitti etnici che seguirono la disintegrazione della Jugoslavia); per quanto tecnologicamente superato esso si è rivelato efficace se impiegato contro nemici poco o per nulla dotati di propri mezzi corazzati o di sistemi di difesa anticarro.
Difetti
All'inizio del conflitto, il ben corazzato T-34, nonostante la sua imperfetta trasmissione, incapace di sostenere lunghe marce, si dimostrò un buon carro armato di supporto alla fanteria. Ma progressivamente perse il suo vantaggio in corazzatura che aveva avuto all'inizio del conflitto. Alla fine del 1943 o all'inizio del 1944, il T-34 era diventato un obiettivo relativamente facile per i carri armati tedeschi con i cannoni da 75mwjg mm e per le armi anticarro, mentre i colpi del cannone da 88 millimetri del Tiger, le batterie anti-aeree e le armi anticarro mwjwPAK-43 risultavano invariabilmente letali.cite-ref-drabkin-sheremet-p-43-9-0[9] La torretta era perforabile in maniera relativamente facile dalle armi tedesche. La sua corazza era molto meno inclinata di quella che copriva lo scafo del carro russo ed offriva scarsa resistenza anche ai colpi da 37mwla mm delle armi antiaeree automatiche (T-34/76 modello 1940 e 1941). La situazione era aggravata dal fatto che spesso le torrette del T-34 erano colpite da pezzi di artiglieria pesante come l'88mwlq mm antiaereo e dai carri tedeschi equipaggiati con cannoni a canna lunga come il 75mwlg mm e il 50mwlw mm.cite-ref-drabkin-sheremet-p-27-10-0[10] A ciò si univa una gravissima mancanza di vie di fuga adeguate per l'equipaggio, dal momento che il portellone monoblocco sulla torretta rappresentava l'unica uscita facilmente agibile per i membri dell'equipaggio (il portello davanti alla postazione del pilota, infatti, era fin troppo piccolo e macchinoso da aprire).
Anche i cingoli erano un punto debole. Nel 1941, per il carro russo compiere viaggi di centinaia di chilometri sarebbe risultato letale. Quando nel giugno del 1941 l'8º Corpo Meccanizzato di Dmitrij Rjabyšev avanzò verso Dubno, perse metà dei suoi veicoli. A. V. Bodnar, che si trovò in combattimento nel 1941-42 ricordava:cite-ref-drabkin-sheremet-p-43-9-1[9]
«Dal punto di vista dell'operatività, le macchine corazzate tedesche erano più perfette, si rompevano meno spesso. Per i tedeschi, coprire 200 chilometri era nulla, ma con i T-34 qualcosa si sarebbe rotto, qualcosa si sarebbe perso. L'equipaggiamento tecnico delle loro macchine era migliore, l'armamento peggiore.»
I cingoli erano un serio punto debole. Erano la parte riparata più di frequente. Gli equipaggi si portavano addirittura le parti di ricambio in combattimento. A. V. Maryevskij ricordava:cite-ref-drabkin-sheremet-p-42-11-0[11]
«"I cingoli si potevano spezzare anche senza essere colpiti. Quando la terra si incollava tra le ruote dentate, il cingolo, soprattutto durante una curva, si tendeva tanto che i perni e gli stessi cingoli non potevano resistere.»
Inoltre la trasmissione dei primi modelli di T-34 era la più primitiva dei suoi tempi. Cambiare marcia nei T-34 dei primi anni del conflitto, con cambio a quattro marce, era molto complicato e richiedeva una grande forza fisica. I veterani carristi russi ricordavano quanto fosse difficile cambiare marcia e di come dovessero aiutarsi con le ginocchia o perfino con un martello. Inoltre, risultava quasi impossibile, pena la rottura degli ingranaggi, utilizzare III e IV marcia in fuoristrada (la velocità massima effettiva si riduceva così a soli 15–20mwrq km/h). La frizione, poi, estremamente arcaica (era composta da semplici dischi di ferro) non poteva essere fatta slittare senza incorrere nel rischio di una sua rottura. Era assolutamente necessario che gli equipaggi dei T-34 fossero molto ben addestrati. "Se un guidatore non lo era - ricordava il comandante di plotone A. V. Bodnar - avrebbe potuto ingranare la quarta invece della prima e la terza invece della seconda, la qual cosa avrebbe portato alla inevitabile rottura del cambio."cite-ref-drabkin-sheremet-pp-29-30-12-0[12]
Nella cultura di massa
Il film mwtamwtqT-34 - Eroi d'acciaio tratta la storia di un gruppo di soldati sovietici in fuga da un campo di prigionia nazista a bordo di un malridotto T-34.
Note
cite-note-11. mwvaSteven J. Zaloga e Jim Kinnear, mwvqT-34-85 Medium Tank 1944–94 (New Vanguard 20), Oxford, Osprey Publishing, 1996, mwvgISBNmwvw 1-85532-535-7.
cite-note-22. ↑ mwxaFrancesco Sisto, mwxqmwxgI carri armati sovietici: il T-34, su mwxwDifesa Online, 27 aprile 2023. mwyaURL consultato il 27 ottobre 2025.
cite-note-33. ↑ mwza(mwzqmwzgEN) Simon Gold, mwzwmw0aThe T-34 Tank: Soviet Armour That Changed WWII, su mw0qDiscovery UK, 12 luglio 2024. mw0gURL consultato il 27 ottobre 2025.
cite-note-drabkin-sheremet-pp-27-29-30-43-55. ↑ mw4amw4qDrabkin e Šeremet 2006,mw4g pp. 27–29-30-43.
cite-note-66. ↑ mw5gmw5wZaloga e Sarson,mw6a pp. 7, 20 e 23.
cite-note-77. ↑ mw7amw7qZaloga e Sarson,mw7g pp. 18 e 23.
cite-note-drabkin-sheremet-p-32-88. ↑ mw8gmw8wDrabkin e Šeremet 2006,mw9a p. 32.
cite-note-drabkin-sheremet-p-43-99. ↑ mw-gmw-wDrabkin e Šeremet 2006,mw-a p. 43.
cite-note-drabkin-sheremet-p-27-1010. ↑ mwaqamwaqeDrabkin e Šeremet 2006,mwaqi p. 27.
cite-note-drabkin-sheremet-p-42-1111. ↑ mwaqymwaqcDrabkin e Šeremet 2006,mwaqg p. 42.
cite-note-drabkin-sheremet-pp-29-30-1212. ↑ mwaqwmwaq0Drabkin e Šeremet 2006,mwaq4 pp. 29–30.
Bibliografia
• citerefdrabkin-e-eremet-2006Artëm Drabkin e Oleg Šeremet, T-34 in action, Barnsley (S-Y), Pen & Sword Military, 2006, ISBN 1-84415-243-X.
• citerefzaloga-e-sarsonS. J. Zaloga e P. Sarson, T-34/76.
• citerefmilsom-1971John Milsom, Russian Tanks, 1900–1970: The Complete Illustrated History of Soviet Armoured Theory and Design, Harrisburg, Stackpole Books, 1971, ISBN 0-8117-1493-4.
• citerefchant-1994Christopher Chant, World Encyclopedia of the Tank: An International History of the Armoured Fighting Machine, Somerset, Patrick Stephens (Haynes), 1994, ISBN 1-85260-114-0.
• citereffowler-e-bean-2002Will Fowler e Tim Bean, Russian Tanks of World War II — Stalin's Armoured Might, Londra, Ian Allan Publishing, 2002, ISBN 978-0760313022.
Voci correlate
• mwarkCarro armato
• mwarsSeconda guerra mondiale
• mwar0Guerra di Corea
• mwar8SU-85
• mwaseSU-100
• mwasmSU-122
• mwasuT-34/85
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